Il coro della SOSAT, che quest’anno compie cento anni di vita, è una delle realtà più longeve, oltre che più luminose, della coralità di montagna. Nato nel 1926 in seno alla Sezione Operaia della Sat, la Società Alpinisti Tridentini costituitasi nel 1872 – quando il Trentino era ancora parte dell’Impero Austroungarico – per promuovere in pari misura la conoscenza delle montagne e l’italianità di questa terra di confine, si proponeva di diffondere fra i lavoratori la grande tradizione del canto di montagna. Nasce in quegli anni un percorso che porterà la SOSAT a cimentarsi con i canti di montagna più archetipi, come la Montanara e Il Signore delle Cime, con la tradizione popolare trentina in tutte le sue sfumature, e con il vasto repertorio internazionale. Un approccio che, anni dopo, conquisterà anche un pianista sofisticato come Arturo Benedetti Michelangeli.
Oggi la SOSAT può vantare circa duemila concerti in ogni parte del mondo e in ogni tipo di sala, compresi templi della musica concertistica come il Teatro alla Scala di Milano, dove si è esibita lo scorso marzo, e collaborazioni con musicisti d’eccezione dalle provenienze più disparate.

