Una storia che continua

Ci sono persone che con I Suoni delle Dolomiti ci sono cresciute. Quest’anno, infatti compiono trentun anni. Vuol dire trentun estati sui sentieri del Trentino, per raggiungere le location di volta in volta scelte per ospitare i concerti: un altopiano fiorito, un rifugio, una malga, un balcone naturale affacciato su uno scenario di ineguagliabile bellezza.

Anche chi ha vissuto l’esperienza solo una volta siamo certi non l’abbia dimenticata. Ma il “Popolo de i Suoni” è molto fedele: in genere non riesce a resistere al canto delle sirene, e ritorna, anno dopo anno. Alimentando una storia che continua.

Nata a metà degli anni Novanta, questa proposta si è affermata fin da subito come pionieristica nel panorama musicale italiano ed europeo, prova ne è che tanti altri festival analoghi sono poi sorti, un po’ ovunque, replicandone la formula.

L’idea, semplice e insieme rivoluzionaria, era quella di portare la musica – ogni tipo di musica, classica, jazz, pop, folk e così via – fuori dai luoghi convenzionali, per restituirla alla sua dimensione più essenziale: quella dell’incontro diretto tra artisti, pubblico e natura.

Niente palchi imponenti né platee artificiali, ma prati, radure, pendii montani raggiungibili rigorosamente a piedi. Date queste premesse, la performance musicale si è trasformata fin dall’inizio in esperienza condivisa, dove il tempo del cammino – assieme ai musicisti e ai loro strumenti – diventava parte integrante dell’ascolto.

Il fascino dell’iniziativa risiede certo nella bellezza degli scenari che la ospitano. Le Dolomiti, patrimonio dell’Umanità UNESCO, diventano ogni estate un teatro a cielo aperto in cui la musica dialoga con il paesaggio.

L’acustica naturale, i rumori ambientali, i silenzi e perfino le variazioni della luce contribuiscono a creare un’esperienza irripetibile, il cui valore consiste anche nell’educare il pubblico a una fruizione consapevole di ambienti tanto spettacolari quanto delicati, fragili.

Ma a rendere I Suoni delle Dolomiti un appuntamento di rilievo internazionale è in primo luogo la qualità della proposta.

Nel corso degli anni si sono alternati su queste montagne artisti di fama mondiale, portatori di progetti d’eccellenza, di visioni musicali uniche. La varietà dei nomi e dei generi riflette una visione aperta e inclusiva, capace di parlare a pubblici differenti, di stimolare nuovi ascolti. Di aprire orizzonti.